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sono un uomo di sport amante della natura a 360 gradi con particolare predilezione per le "mie" montagne abruzzesi che percorro preferibilmente, con gli sci da scialpinismo, la mountain bike o a piedi da escursionista
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Nel nostro paese i lavori più umili sono sempre più appannaggio dei lavoratori stranieri. Anche la pastorizia è ormai da diversi anni completamente gestita da pastori macedoni, romeni, slavi. Chi frequenta la montagna abitualmente si è accorto da tempo che pecore e mucche in montagna non interloquiscono (si fa per dire) più con persone che parlano italiano.
L'amico Maurizio ci introduce col suo ennesimo bel video nel mondo della transumanza e dell'emigrazione sullo sfondo delle montagne abruzzesi.
Buona visione.
Vedendo passare in TV le immagini dell’Afghanistan in guerra ho sempre sospettato che tra il paese asiatico e l’Abruzzo ci fosse una forte affinità. Quegli altipiani dell’Hindu Kush così brulli e carsici assomigliano tanto a certi pianori del nostro Appennino e le facce rugose degli afgani scolpite dal vento in fondo non sono molto diverse di chi da noi vive e lavora in montagna. Non da ultimo, anche l’Afghanistan è terra di pastori e anche lì si usa mangiare la carne di pecora infilzata in pezzi piccolissimi sugli spiedini, una replica in piena regola dei nostri arrosticini (o forse siamo noi a replicare i loro, questo non lo sapremo mai).
Tutto questo lo dico perché quando ho letto la notizia che mi ha segnalato l’amico Maurizio non mi sono stupito più di tanto.
Di cosa si tratta? Nunzio Marcelli (intraprendente allevatore di Anversa degli Abruzzi e ideatore del progetto “Adotta una Pecora”) si è recato in Afghanistan con alcuni suoi colleghi nell’ambito di un progetto di interscambio culturale al quale, parafrasando le operazioni belliche in atto nella regione, è stato dato il nome di “Enduring Cheese”. Durante il loro soggiorno hanno effettuato alcune dimostrazioni sull’antica tecnica abruzzese di produzione del formaggio, fondata sull’utilizzo di pochi e semplici elementi (caldaio, bastone e fuoco).
L’incontro pare sia stato molto ricco per entrambe le parti, a questo punto però mi chiedo: in che lingua hanno parlato?
Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
...
Ogni volta che penso ai pastori mi vengono in mente le parole di D'Annunzio. Non so perchè, sono quelle associazioni automatiche generate dal mio cervello in modo immediato, prima ancora di aver compreso di cosa si sta parlando.
E' un po' come l'immagine che ho delle praterie di alta quota d'estate, nel mio immaginario accanto all'erba, ai monti ed alle alte vette ci sono sempre i pastori con le loro pecore ed i magnifici cani da pastore abruzzese. Sono sempre stato affascinato da chi ha deciso di vivere in montagna, le dinamiche di chi vive in quota per me sono addirittura più interessanti della montagna in sè. E' un discorso che vale tanto per gli uomini che per gli animali, ma mentre i secondi si sono evoluti anche fisicamente per far fronte a certe esigenze particolari, l'uomo che vive in montagna lo fa per una scelta. Pensate solo a cosa comporta doversi organizzare con l'acqua in zone carsiche come l'appennino centrale, o cosa comporta aver scelto di dedicarsi al pascolo vagante.
Non sapete cos'è un pascolo vagante? Andate sul bel BLOG di Marzia Verona e scopritelo.