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sono un uomo di sport amante della natura a 360 gradi con particolare predilezione per le "mie" montagne abruzzesi che percorro preferibilmente, con gli sci da scialpinismo, la mountain bike o a piedi da escursionista
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Oggi mi hanno chiesto per l’ennesima volta che lavoro svolgo. Mi trovo sempre in difficoltà a rispondere, dire che progetto siti internet è riduttivo perché gran parte dell’attività che faccio coi miei colleghi è rivolta al Back End, ovvero ai tanti strumenti che vanno a nutrire un sito. Però se comincio a parlare di queste cose chi mi ascolta è portato a pensare che io sia un tecnico, mentre il mio lavoro richiede un approccio umanistico. In realtà una codifica per quello che faccio esiste da tempo, sono un architetto dell’informazione, ma quando lo dico o mi guardano male perché non capiscono cosa voglio dire, oppure quando comincio a spiegare che fra le tante cose che rientrano nella mia attività lavorativa c’è la progettazione di siti internet spesso la faccia del mio interlocutore assume quell’aria di sufficienza tipica di chi pensa di avere a che fare con uno smanettone del web che si sta dando delle arie.
Eppure il nostro è un mestiere che in America è stato codificato da molti anni, in rete si trovano diversi post (guardate le date) ed anche Wikipedia ha dedicato alla nostra attività un lungo articolo.
Chi volesse qualcosa di più comprensibile (ovvero in italiano) può andare sul sito di Jesse James Garret e leggere Un vocabolario visuale per descrivere l’Information Architecture e l’Interaction Design.