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sono un uomo di sport amante della natura a 360 gradi con particolare predilezione per le "mie" montagne abruzzesi che percorro preferibilmente, con gli sci da scialpinismo, la mountain bike o a piedi da escursionista
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Uno dei piatti più tipici dell’Abruzzo interno sono gli arrosticini. Per i pochi che non conoscono questa prelibatezza spiego che si si tratta di spiedini formati da piccolissimi pezzi di carne da cuocere su una apposita fornacella a forma di grondaia. Solo su questo tipo di fornacelle si riesce ad avere una cottura decente in quanto la classica griglia rischia di bruciare il legno dello spiedino.
Dalle nostre parti cuocere gli arrosticini all’aperto è un momento di grande convivialità, non c’è festa autentica senza una bella mandata di arrosticini. Di solito ci si raduna con gli amici attorno alla fornacella con una bottiglia di vino e tra una mandata di arrosticini e l’altra si chiacchiera amabilmente del più e del meno. Insomma è il classico divertimento low cost usato come scusa per tirare tardi fino a notte inoltrata.
Con quale carne si fanno gli arrosticini? Un abruzzese delle montagne vi risponderà secco “carne di pecora!”. Ma non per tutti l’equazione arrosticini = pecora è facile da digerire. Soprattutto fra i romani che periodicamente tutte le domeniche fanno centinaia di chilometri esclusivamente per venire a gustare gli arrosticini in terra d’Abruzzo, circola ancora la voce che gli arrosticini sarebbero esclusivamente ricavati da carne di castrato. I tempi ristretti della grande produzione hanno fatto perdere il gusto per certe lavorazioni di qualità che richiedono tempo e molto impegno, così oggi il castrato è ahimè davvero diventato una chimera come ci spiega anche Gregorio, pastore che vive ogni anno per diversi mesi attorno al Lago della Duchessa.
Il video è ovviamente l’ennesima chicca del grande esploratore Maurizio.
